Cortona Jazz: quando la città etrusca parla la lingua del jazz
Ogni autunno, quando le folle dell'estate se ne sono andate e le colline della Valdichiana si tingono dei colori della vendemmia, Cortona accende le luci su un altro tipo di spettacolo. Per quattro giorni la fortezza, le chiese, il teatro e le sale storiche del centro si riempiono di musica: è Cortona Jazz, il festival che porta in città alcuni dei protagonisti del jazz contemporaneo di New York e d'Europa, insieme ai giovani talenti che qui vengono a studiare con loro.
L'edizione 2026
Periodo: da mercoledì 21 a sabato 24 ottobre 2026 (IX edizione)
Orari: concerti serali dalle 21:00; jam session ogni sera dalle 23:30 in Sala Pavolini
Luoghi: Fortezza del Girifalco, Pieve di San Michele Arcangelo a Metelliano, Centro Convegni Sant'Agostino, MAEC, Chiesa di San Domenico, Sala Pavolini (sopra il Teatro Signorelli)
Biglietti: in vendita online su ticketitalia.com
Organizzazione: Associazione Culturale Mammut, con la direzione artistica di Ohad Talmor
Info: www.cortonajazz.org
La storia del festival: nato in una notte bianca
Cortona Jazz nasce nell'aprile del 2017, quasi per gioco, durante la Notte Bianca della città. L'idea è di Antonio Massarutto, che uno strumento non lo suona ma il jazz lo ama profondamente, e che durante le jam session preferisce scolpire: sono suoi molti dei mammut che sono diventati il simbolo dell'associazione. Il successo è immediato, tanto che la serata viene replicata a fine estate con il quintetto del trombonista Glenn Ferris.
Durante l'inverno, poi, il jazz non se ne va più: nasce il Cortona Jazz Club, con sessioni improvvisate nei bar e nei ristoranti del centro. Nel 2018 l'Associazione Culturale Mammut dà al progetto una forma stabile, con workshop e concerti che richiamano musicisti da tutto il mondo e un pubblico di appassionati sempre più numeroso. Nella primavera del 2019 il festival torna per il secondo anno consecutivo, tra il Chiostro di Palazzo Casali, le logge del Teatro Signorelli e perfino il parco archeologico del Melone del Sodo.
Poi arriva la pandemia. L'edizione primaverile del 2020 viene cancellata, ma l'associazione non si ferma: sposta il jazz all'aperto e lo porta in giro per la Valdichiana, da Civitella a Lucignano fino a Castiglione del Lago, con il Mammut Jazz Fest. Nel luglio 2021 Cortona torna a suonare con i workshop tra i boschi di Monte Ginezzo e i concerti nella cannoniera della Fortezza del Girifalco.
Dal 2024 il festival ha trovato la sua collocazione definitiva in ottobre, con la direzione artistica del sassofonista Ohad Talmor, newyorkese d'adozione e allievo di Lee Konitz. Anno dopo anno è cresciuto fino a diventare un punto di riferimento internazionale, grazie ai legami con il Conservatoire Populaire de Musique di Ginevra, la New School di New York e Siena Jazz.

Il cuore del festival: il Cortona Jazz Workshop
Quello che rende Cortona Jazz diverso da tanti altri festival è che qui la musica non si ascolta soltanto: si impara. Il Cortona Jazz Workshop porta in città giovani musicisti da tutto il mondo, che per quattro giorni studiano e suonano fianco a fianco con i grandi nomi in cartellone. La sera, quei ragazzi li ritrovi sul palco o nelle jam session, accanto ai loro insegnanti.
E proprio le jam sono il momento più speciale. Ogni sera, a partire dalle 23:30, la Sala Pavolini sopra il Teatro Signorelli si trasforma nel Cortona Jazz Club: un cocktail, la musica che nasce sul momento, artisti affermati, studenti e pubblico nella stessa stanza. Nessuno sa come andrà a finire, ed è questo il bello.
Il programma 2026
Mercoledì 21 ottobre, Fortezza del Girifalco: si parte con "Morabeza" della contrabbassista Silvia Bolognesi, direttrice artistica di Siena Jazz, insieme al sassofonista James Brandon Lewis, nominato artista dell'anno 2024 e 2025 dalla rivista DownBeat. A seguire il "Lead Belly Project" del batterista Adam Nussbaum, il blues delle origini riletto da quattro grandi improvvisatori americani.
Giovedì 22 ottobre: alla Pieve di San Michele Arcangelo a Metelliano, la voce di Fay Victor incontra il vibrafono di Joel Ross e il contrabbasso di John Hébert. Più tardi, in Sala Pavolini, l'Andrea Lombardini Quartet con il nuovo jazz italiano.
Venerdì 23 ottobre: al Centro Convegni Sant'Agostino il quartetto del trombettista Michael Rodriguez, che ha suonato con Herbie Hancock, Chick Corea e Charlie Haden. Poi Francesco Bigoni in solo, tra sax, clarinetto ed elettronica.
Sabato 24 ottobre: alle 18 al MAEC, "Parigi. Il jazz al tempo di Gino Severini", un omaggio in musica al grande pittore cortonese. La sera, nella Chiesa di San Domenico, il Collettivo Synthesis con Fay Victor e il gran finale con l'Abraham Burton Quartet.
Perché Cortona Jazz è importante per Cortona
Cortona Jazz è nato con un obiettivo preciso: far vivere la città anche fuori dall'estate, con proposte culturali di altissimo livello. Ci è riuscito. In pochi anni ha portato tra le nostre mura musicisti che di solito si ascoltano nei club di New York, facendoli suonare in luoghi carichi di secoli di storia, dalla fortezza medicea alle antiche chiese. E ha fatto qualcosa in più: ha costruito un ponte tra Cortona e le scuole di jazz di mezzo mondo, trasformando ogni ottobre la città in un piccolo crocevia internazionale di musica e di giovani.
Dove dormire per Cortona Jazz
L'Hotel Villa Santa Margherita è il punto di partenza ideale per vivere il festival: dal nostro hotel si raggiunge a piedi il centro storico, per goderti i concerti e restare alle jam session fino a tardi senza pensieri. Dopo una notte di jazz, ti aspetta una ricca colazione a buffet e, se arrivi in auto, il tuo posto auto numerato, da cui entrare e uscire in libertà. Scopri le nostre camere e prenota il tuo soggiorno per il festival.
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