
Guida
La storia di Santa Margherita da Cortona
Margherita vive accanto a un uomo, poi lui muore, e un cagnolino la conduce nel bosco, fino al suo corpo. Quel giorno cambia tutto. La donna che era diventa la penitente che un’intera città imparerà a venerare. Santa Margherita da Cortona (1247-1297) è una delle figure più intense del francescanesimo toscano. Qui trovi la sua storia dal principio, la famosa leggenda del cane, il motivo per cui Cortona la ama così tanto e i luoghi che ancora la raccontano, lungo gli itinerari dello spirito che salgono verso la sua basilica.
In breve
- Nascita: 1247
- Giovinezza: gli anni accanto a un uomo
- Svolta: la morte di lui e la conversione a una vita di penitenza
- Vocazione: penitente francescana
- Morte: Cortona, 1297
- Tradizione: la “Maddalena” dell’ordine francescano 1
Chi era Santa Margherita da Cortona
Santa Margherita da Cortona (1247-1297) è stata una penitente legata al mondo francescano, vissuta a Cortona. Dopo una giovinezza segnata dalla relazione con un uomo, si convertì a una vita di preghiera e penitenza e divenne una figura di riferimento spirituale per la città. La tradizione la chiama la “Maddalena” dell’ordine francescano, la peccatrice che diventa santa 1. Cortona la venera ancora oggi con una devozione profondamente radicata.
Le origini, nel 1247
Margherita nasce nel 1247. Di lei bambina sappiamo poco con certezza. Le fonti che la raccontano nascono dopo la sua morte, quando è già oggetto di devozione, e mescolano il ricordo storico con il racconto edificante. Sono dettagli da leggere per quello che sono, il ritratto costruito da chi voleva mostrare da quale punto fosse partita la sua conversione. Su un punto le fonti concordano. La sua giovinezza la portò verso una vita che il suo tempo giudicava scandalosa.
Gli anni della relazione

Margherita vive accanto a un uomo, e la sua è una posizione fragile. È il nodo che l’agiografia caricherà di significato morale, fino a farne la “Maddalena” dell’ordine francescano 1. Raccontata senza il filtro del giudizio, è la storia di una donna che sceglie una vita fuori dalle regole, e che pagherà cara quella libertà quando lui verrà a mancare.
La leggenda del cane
Un giorno l’uomo non torna. Torna il suo cane, da solo, e comincia a tirarla finché lei non lo segue. L’animale la guida nel bosco, fino al cadavere 2. Questo episodio è il cuore della sua leggenda. Quando incontri la sua immagine in una chiesa o tra l’arte sacra dei borghi del territorio, è spesso quel cagnolino a dirti che stai guardando lei. La scena del ritrovamento apre anche il secondo tempo della sua vita, il momento in cui la morte entra brutalmente nella sua storia e la costringe a ripensare tutto.
L’arrivo a Cortona e la scelta della penitenza
Allontanata dai parenti dell’uomo e senza più posto nella propria famiglia 2, Margherita arriva a Cortona e trova accoglienza in città. Qui la sua vita prende la direzione che la renderà celebre. È la penitente che la tradizione francescana ricorderà come la sua “Maddalena” 1. Il legame con i francescani sarà decisivo per il resto della sua storia, e ancora oggi il suo nome corre insieme a quello di san Francesco a Cortona.
Una conversione che diventa pubblica
La conversione di Margherita diventa presto una cosa che riguarda tutta la città. È l’origine di una dedizione che nasce dall’iniziativa di una donna sola. La santa che i cortonesi pregano conserva il ricordo di una presenza vicina alla vita concreta della comunità.
Perché Cortona la sente così vicina

Cortona è arroccata a quasi cinquecento metri sopra la Valdichiana, una città di pietra sospesa tra la Toscana e il lago Trasimeno 3. In un posto così, dove tutti si conoscono, la presenza di Margherita si è impastata con la vita quotidiana per generazioni. La città la venera con una devozione cresciuta dal basso, sostenuta dai cortonesi. La sua figura resta legata alla penitente che sceglie il silenzio. È la storia di una conversione radicale, e insieme il racconto di come una comunità decide chi vuole proteggere e da chi vuole essere protetta.
Dove ritrovarla oggi, tra basilica e salita

La storia di Margherita ha un punto d’arrivo fisico, e lo puoi ancora percorrere a piedi. La basilica che porta il suo nome sta in cima alla città. Per salire fin lassù si percorre un’erta ripida, quella che oggi accompagna la Via Crucis. Camminando su quella salita ripercorri, senza volerlo, il tragitto che porta da lei. Chi arriva a Cortona per l’arte o per il paesaggio finisce quasi sempre per incontrarla, perché il suo nome è ovunque, dalle chiese fino alle insegne delle attività della città.
Quello che resta, dopo di lei
Margherita muore a Cortona nel 1297 4. La devozione dei cortonesi ha continuato ad accompagnarla, tenuta viva da chi saliva fin lassù. La donna che aveva vissuto fuori dalle regole è, da allora, quella che Cortona guarda ogni volta che alza gli occhi verso la sua collina.
Fonti
Footnotes
-
The Iconography of Saint Margaret of Cortona. openpublishing.psu.edu ↩ ↩2 ↩3 ↩4
-
Margherita da Cortona. diocesi.arezzo.it ↩ ↩2
-
Cortona — dati (Wikidata). wikidata.org ↩
-
Margherita da Cortona (1247-1297). causesanti.va ↩